Liberalizzazioni ai ritocchi finali

Liberalizzazioni ai ritocchi finali

Un reddito minimo garantito di circa 3mila euro lordi al mese a chi rischierà di avviare una delle 841 farmacie “vacanti” nei comuni con meno di mille abitanti che finora sono state sempre rifiutate. Più dipendenti nelle farmacie con i guadagni più elevati, pena la perdita della convenzione col servizio sanitario pubblico. La spinta a vendere i generici, ma forse senza più l’obbligo per i medici di segnarlo nelle loro ricette. Tra il tentativo di rimpolpare il “fattore occupazione” e la riscrittura di alcune norme nel mirino soprattutto dei camici bianchi, è ormai definito l’articolo (l’11) del decreto legge su liberalizzazioni e concorrenza che potenzia con almeno 5mila nuove farmacie la rete distributiva dei medicinali.

I farmacisti titolari di Federfarma intanto confermano la prima giornata di sciopero proclamata per mercoledì prossimo, 1 febbraio, in attesa di conoscere gli sviluppi in Parlamento. «Decreto insostenibile, sarebbero tollerabili al massimo 2mila farmacie in più», ribadisce la presidente di Federfarma, Annarosa Racca. Mentre il presidente delle farmacie comunali di Assofarm, Venanzio Gitti, pur rassicurando che la rete pubblica non farà alcuna serrata, definisce il provvedimento «un’occasione mancata»: sotto tiro il mancato diritto di prelazione dei sindaci sulle nuove farmacie che apriranno dopo i concorsi straordinari (che saranno per «titoli ed esami») da mettere a bando al massimo entro 5 mesi dalla conversione in legge del decreto. Un tempo che per molte regioni sarà difficile rispettare: in quel caso subentrerà un commissario ad acta del Governo.

Già più volte ritoccato, il decreto è stato ormai pressoché definito dal Governo. Ma con altre novità. Per sostenere l’apertura di farmacie nei piccoli comuni, sarà creato un fondo di solidarietà, finanziato dalle farmacie urbane, col versamento all’Enpaf (ente di previdenza di categoria) di una quota che assicuri ai farmacisti titolari di quelle sedi disagiate un reddito netto non inferiore al 150% di quello percepito per contratto da un farmacista collaboratore di primo livello con due anni di servizio. Circa 3mila euro lordi al mese, appunto. E sempre nell’ottica dell’aumento dell’occupazione, ecco un’altra novità: con decreto della Salute saranno determinati i livelli di fatturato delle farmacie oltre i quali scatterà l’obbligo di avere «uno o più farmacisti», altrimenti si perderà la convenzione col Ssn.

Verso la riscrittura la norma che obbliga i medici a indicare in ricetta l’esistenza dei farmaci generici, ma senza tornare indietro sulla maggiore informazione ai cittadini. I medici di famiglia dello Snami ieri hanno detto di essere pronti a «dure azioni di autotutela fino alla disobbedienza civile».

Fonte: www.sanita.ilsole24ore.com

3 Responses to “Liberalizzazioni ai ritocchi finali”

  1. bruno tuccillo scrive:

    vorrei sapere come si comporteranno con me che sono gestore provvisorio di una sede rurale non sussidiata da oltre sei anni, se hanno previsto una sanatoria o dovro’ ricominciare tutto da capo.

    • La sede provvisoria è una entità prevista dalla pianificazione del ‘sistema farmacia’ in Italia e quindi l’affidamento della farmacia in gestione provvisoria per ragioni di interesse pubblico è collegata alla istituzione della sede farmaceutica cui si riferisce, così che l’eventuale annullamento di tale provvedimento ricade nella gestione provvisoria della farmacia , che viene a cessare, ovvero la gestione provvisoria è un provvedimento straordinario a fronte di una sede già prevista in pianta organica ma non ancora assegnata a concorso in modo definitivo. Tale principio non viene modificato dal ‘Decreto Monti’ sulle liberalizzazioni e quindi al termine della gestione provvisoria l’assegnatario a concorso (e nuovo titolare) della farmacia è tenuto a rilevare dal gestore provvisorio gli arredi, il magazzino delle scorte e le dotazioni della farmacia nonché a corrispondere una indennità di avviamento pari al triplo del reddito medio dell’impresa per l’esercizio della farmacia, accertato come imponibile ai fini delle imposte dirette nell’ultimo quinquennio.

      Lo studio rimane a Sua disposizione per ogni necessità di approfondimento.

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